NIENTE CHE SIA ORO RESTA

Liberamente ispirato al romanzo Outsiders (da cui venne tratto il film I ragazzi della 56a strada, che racconta il momento di passaggio dall’adolescenza all’età adulta, attraverso la consapevolezza delle distanze sociali e delle convenzioni presenti), la frase del poeta Robert Frost, che dà titolo allo spettacolo, vuole sottolineare la fugacità e la fragilità dell’esistenza umana. Tema questo caro a Francesca Selva che sempre fa riferimento alla caducità dell’uomo, come già nello spettacolo XYZ  , L’Attesa fino all’ applauditissimo Sulle Labbra Tue Dolcissime (vincitore del premio Florence for Fringe). In scena 4 danzatori, una quotidianità, normale ma nello stesso tempo sublime nella sua semplicità. Con la leggerezza del  commento  musicale, ispirato alle sonorità barocche che lasciano un senso di impercettibile malinconia, a tratti beffarda nella sua sontuosità.

“ La vita è un attimo, una serie finita di attimi fuggenti, che scorrono tracciando momenti di inaudita felicità, di stupefatta delusione, di silenziosa attesa. Una quotidianità assoluta, che diventa, scandita dal tempo, una liturgia inesorabile che rende sacra la normalità dell’esistenza”  (M.Valassina)

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Coreografia: Francesca Selva

Soggetto e messa in scena: Marcello Valassina

Interpreti: Silvia Bastianelli, Maria Vittoria Feltre, Luciano Nuzzolese, Luca Zanni

Musiche: Bach, Mozart, Vivaldi

Durata: 60 min circa

Crediti: Regione Toscana, Residenza Artistiche Toscana

Festival: Acqui in Palcoscenico (AL), Vapore d’Estate Spazio Vittadini (Milano), Rilievi in Danza (Cerveteri, Roma), Sovicille d’Estate (SI), Cassero in Danza (Grosseto), La Notte Invisibile (Grosseto), Amoladanza (Bari)