OPPIO#2

Il papavero è il fiore dedicato alla dea Demetra.  Solo bevendone il succo, la dea poteva trovare consolazione alla straziante perdita della figlia Come lei, anche la protagonista di Oppio è invasa dallo stesso insopportabile e straziante Dolore. Cerca una via d’uscita, ma la fuga è impossibile. L’ oppio che le avvolge  l’anima,  leggero  come  una piuma, è solo un inganno

Racchiudendola nei suoi petali rossi , il papavero la fa scivolare nel sogno ma al risveglio la riconsegna alla gabbia della realtà.  Nuda, in preda dell’angoscia e della paura. Con il dolore che resiste e persiste, nonostante tutto.

Difficile raccontare il dolore. In genere si tende a scappare, si fa di tutto per evitarlo. Ne abbiamo paura, è quasi un tabù parlarne.

Ma il dolore, per quanti sforzi facciamo, fa parte della vita.

Combatterlo è necessario. A volte arrendersi diventa l’unica via di salvezza.

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Coreografia: Francesca Selva

Soggetto e messa in scena: Marcello Valassina

Interprete: Silvia Bastianelli

Musiche: Vivaldi, Pergolesi

Durata: 30 min circa

Crediti: Mibact, Regione Toscana

Festival: Monodrama Fest (Slovacchia), Crossing Vision (Giappone), NuFest (Repubblica Ceca), Festival AvignonOFF (Francia), Tanzart (Germania), Danse en Ville (Belgio), NAo Performing Art (Milano), Moving Stories (Firenze), Confi.Damce Festival. Zawirowania Fest, Le Voci dell’Anima (Rimini)